a cura di Vincenzo Giglio

CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA: una storia confusa

Corsorso esterno in associazione mafiosa

Lezione Introduttiva

 
Ragioni per cui Filodiritto ha organizzato un evento formativo sul concorso esterno in associazione mafiosa. Perché è una fattispecie:
  • problematica: nel corso degli ultimi trent’anni si sono manifestati più volte conflitti interpretativi e più volte le Sezioni unite penali sono state chiamate ad intervenire per risolverli;
  • vaga: i conflitti hanno riguardato e riguardano tuttora pressoché tutti gli elementi costitutivi della fattispecie;
  • di origine incerta: si è discusso e si continua a discutere se il concorso esterno sia una fattispecie di origine legislativa o di creazione giurisprudenziale;
  • di estesa applicazione: le DDA delle principali sedi giudiziarie italiane considerano il concorso esterno come un asset rilevante allorché debbano inquadrare condotte ascrivili alla cosiddetta “zona grigia”;
  • fortemente ideologizzata: il concorso esterno è tra gli istituti penali che catalizzano maggiormente scontri ideologici in ambito politico e giuridico;
  • oggetto di decisioni rilevanti della Corte EDU: la Corte di Strasburgo si è pronunciata significativamente sul concorso esterno, provocando un vero e proprio conflitto interpretativo con la giurisprudenza nazionale.

Prima Lezione

Percorso giurisprudenziale delle Sezioni unite

  • sentenza Demitry (1994): il diritto di esistere
  • sentenza Carnevale (2003): il consolidamento
  • sentenza Mannino (2005): l’attenzione ai limiti
  • sentenza Dell’Utri (2012): l’imputazione che non c’è
  • sentenza Chioccini (2020): il ritorno all’antica

L’incursione della Corte EDU (2015): Contrada c. Italia. La resistenza nazionale alla decisione della Corte EDU: Italia c. Contrada e Italia c. “fratelli” di Contrada

  • giurisprudenza successiva alla decisione Contrada c. Italia;
  • caso “Genco”: rimessione alle Sezioni unite e pronuncia delle Sezioni unite

Declinazione pratica del concorso esterno

  • le condotte
  • i ceti

I deficit strutturali del concorso esterno nella critica dottrinaria

  • la definizione della condotta del concorrente esterno e il principio di tipicità
  • il nesso causale e i metodi di verifica
  • la matrice del concorso esterno e il principio di legalità

Conclusioni

Seconda Lezione

  •  Il caso Contrada nella contrapposta declinazione nazionale ed europea

***

CONCORSO ESTERNO: perché saperne di più?

A distanza di oltre trent’anni dalle sue prime applicazioni, il concorso esterno continua ad essere un asset centrale nelle strategie delle Procure della Repubblica più impegnate nell’azione di contrasto alle organizzazioni criminali di tipo mafioso. Ciò nonostante, questa fattispecie incriminatrice, sia nelle prassi applicative che nell’interpretazione giurisprudenziale che nel dibattito dottrinario, continua a generare vecchi e nuovi conflitti che neanche le Sezioni unite penali della Corte di cassazione, sebbene sollecitate più volte a fare chiarezza, sono riuscite a risolvere.

CONCORSO ESTERNO: la giurisprudenza nazionale, quella dei giudici europei dei diritti umani e il loro dialogo/scontro

Sia pure tra molti distinguo e con rarissime eccezioni, la giurisprudenza italiana, sia di legittimità che di merito, ha costantemente riconosciuto il diritto di cittadinanza del concorso esterno nel nostro ordinamento e la sua derivazione normativa. L’aggiornamento interpretativo nazionale, costellato di numerosi approdi nessuno dei quali è stato esente da critiche e capace di offrire indicazioni univoche, è già di per se stesso una storia di elevato interesse e tutt’altro che esaurita. Nuove tensioni si sono generate nel 2015 allorché la Corte europea dei diritti dell’uomo, accogliendo il ricorso presentato da Bruno Contrada contro il nostro Paese, ha affermato due principi rilevanti: l’interpretazione dell’istituto si è stabilizzata solo a partire dalla decisione Demitry delle Sezioni unite penali del 1994; il concorso esterno è un reato di derivazione giurisprudenziale. La decisione Contrada è stata fortemente contrastata dalla giurisprudenza nazionale di legittimità e le Sezioni unite penali, con la sentenza Genco del 2020, ne hanno demolito uno per uno i suoi capisaldi. Tuttavia, il recente riconoscimento di ammissibilità del ricorso a Strasburgo di un altro soggetto nelle medesima posizione di Contrada offre alla Corte europea la possibilità di proseguire il percorso interpretativo già avviato.

CONCORSO ESTERNO: a quali categorie sociali e professionali e a quali condotte può essere applicato?

 Tre decenni di applicazione continuativa del concorso esterno hanno generato un’imponente casistica. Politici nazionali e amministratori locali, dipendenti pubblici, avvocati e ogni sorta di liberi professionisti, imprenditori: esponenti di ognuna di queste categorie sono stati chiamati a rispondere di concorso esterno. Altrettanto vari sono stati i comportamenti che l’accusa pubblica ha considerato rilevanti in questo ambito. Ne è derivata una babele applicativa e interpretativa che si pone in conflitto frontale con il principio cardine della certezza del diritto e della ragionevole prevedibilità della sua interpretazione.

CONCORSO ESTERNO: un’intensa sfida umana e professionale

Chiunque subisca un’accusa di concorso esterno vive un’esperienza drammatica, venendo accostato a una fattispecie incriminatrice fortemente e immediatamente stigmatizzante. Chiunque assuma la difesa di un accusato di concorso esterno deve fronteggiare una sfida professionale di elevata difficoltà tecnica, essere capace di decrittare elementi conoscitivi multiformi e talvolta equivoci, orientarsi in un panorama giurisprudenziale tutt’altro che uniforme e in costante mutamento. Chiunque, per interesse civile o professionale o di studio, si proponga di comprendere la questione mafiosa e le politiche alla base dell’azione pubblica di contrasto ha di fronte l’ostacolo di un’informazione sovrabbondante ma, talvolta, eccessivamente e superficialmente divulgativa oppure piegata a visioni ideologizzate e di parte. Questo evento serve a proporre un’informazione sugli aspetti centrali dell’istituto del concorso esterno in associazione mafiosa. Saranno raccontati i tre decenni della sua storia. Chi racconta ha una sua visione, un suo sguardo sulle cose e una sua sensibilità giuridica. Non può quindi promettere un impossibile resoconto oggettivo. Si impegna invece a narrare con la massima fedeltà ciò che, aiutato dal pensiero di tanti autorevoli giuristi, ritine di aver visto.

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CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA - Introduzione

11/5/202118:00 CEST30 minuti
In questo incontro il dottor Giglio affronta la storia del concorso esterno, iniziata trent'anni fa e non ancora finita. Una storia fatta di continui aggiustamenti e cambi di rotta, nessuno dei quali è riuscito a sconfiggere l'insuperabile handicap di partenza di una fattispecie incriminatrice creata impropriamente dal giudice e utilizzata altrettanto impropriamente come strumento di lotta.
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PRESENTAZIONE RELATORE

Vincenzo Giglio, è stato magistrato ordinario dal 1985 al 2015.
È particolarmente specializzato in diritto penale sostanziale e processuale e nella materia delle misure preventive personali e patrimoniali.
Ha maturato una significativa esperienza didattica come docente di materie penalistiche presso la SSPL dell’Università
statale di Reggio Calabria e relatore in corsi di formazione per magistrati organizzati dal CSM.
Ha pubblicato numerosi scritti su riviste giuridiche a diffusione nazionale quali il Corriere Tributario, Questione Giustizia, Filodiritto e Diritto.it ed è coautore di un manuale, edito da Simone Editore, focalizzato sull’amministrazione giudiziaria dei beni sequestrati o confiscati.

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