di Annapaola Tonelli

TRUST E PROCEDURE CONCORSUALI: un'inaspettata prospettiva

Il Trust e le procedure concorsuali: un po’ di storia

A partire dal primo utilizzo del trust in una procedura concordataria risalente al 2003, in questi anni si è assistito con crescente frequenza all’impiego di trust nelle procedure fallimentari e nei concordati.

Lo scopo di questi incontri sarà dunque, previa disamina introduttiva sul percorso da seguire al fine di una corretta applicazione dei principi di diritto dei trust nell’ambito del diritto fallimentare (e a venire del diritto della crisi) un’illustrazione di alcuni casi pratici che ad oggi la prassi operativa ci consegna. Si tratteranno quindi in dettaglio alcune esperienze concrete che attraverso la scelta del trust hanno permesso la rapida ed efficiente chiusura di fallimenti e concordati nonché la soluzione di problemi pratici operativi in termini di massima efficienza, risparmio di costi e celerità.

Lezione Introduttiva

La sfida consiste nell’adattare proficuamente una disciplina, il diritto dei trust, improntata alla massima libertà negoziale ed un contesto giuridico caratterizzato dalla natura pubblicistica delle norme che lo regolamentano: il diritto fallimentare che non lascia alcuno spazio di modifica o adattamento per opera di negozi privatistici. Comprendere questa premessa significa prima di tutto non incorrere in errore fatali e, per contro, sfruttando la massima duttilità del trust, raggiungere obiettivi con elevato grado di efficienza e risparmi di tempi e costi

Prima Lezione

  • il trust in frode ai creditori o in frode alla legge fallimentare: cronaca di una morte annunciata;
  • la triste sorte del trust liquidatori anti- concorsuale e l’insegnamento della Corte di Cassazione (sent n. 10105\14)
  • i trust istituiti a ridosso del fallimento: come tutelarsi
  • il trust per la procedura concorsuale: quale tipo di trust scegliere e perché

Seconda Lezione

Casi pratici reali:

  • il trust autodichiarato istituito dal debitore ad approvato dal GD in luogo della revocatoria o del sequestro
  • il trust per i soci della società di persone che acceda al concordato
  • il trust per chiudere il fallimento
  • il trust del concordato la Perla
  • un caso in itinere

***

“Si legge di trust essenzialmente in due contesti: quello giudiziario, travolto da una mole di trust in frode ai creditori che tutto sono, tranne che trust, e nel web, dove troppi attingono idee o facsimili di atti che adattano agli usi personali senza comprendere in cosa ci si addentra e gli effetti che ne possono derivare, a discapito di impieghi dello strumento che possono permettere di conseguire inaspettati risultati.

Trust: uno strumento tanto bistrattato quanto ancora tutto da scoprire

Premessa l’assoluta inutilità del trust in frode ai creditori, oggi penalizzato con strumenti beni più efficaci della mera revocatoria, l’impiego del trust nell’ampio contesto delle procedure concorsuali e del prossimo codice della crisi permette di raggiungere risultati in termini di efficienza, rapidità e risparmio di costi tali da meritare un approfondito studio e riflessione. La giurisprudenza italiana, alcune sezioni fallimentari e una prassi virtuosa hanno permesso una diffusione del trust nel nostro Paese tale da essere risultato il primo, fra quelli di civil law che hanno ratificato la Convenzione, per impiego dello strumento, dimostrando una piena comprensione della sua utilità.

Trust e ordinamento giuridico italiano

Con centinaia di sentenze di merito e decine di sentenze di legittimità, il diritto di cittadinanza del trust interno nell’ordinamento giuridico italiano non è più in discussione essendo divenuto un caso di scuola rappresentativo di ciò che si intende con diritto vivente. Il trattamento tributario del trust si sta sempre più consolidando grazie a molteplici sentenze conformi di legittimità che hanno messo il punto sulla tassazione indiretta, rendendo lo strumento ancor più competitivo anche sotto il profilo fiscale. Dalla cronaca di una morte annunciata dei trust liquidatori anticoncorsuali, la Corte di Cassazione ha aperto la strada all’impiego del trust nelle procedure concorsuali e quale strumento alternativo alla liquidazione civilistica societaria della società in bonis. Quale tipo di trust occorre scegliere qualora sia destinato ad operare all’interno di una procedura concorsuale o concordataria: Trust di scopo o trust con beneficiari? Quali poteri può avere il trustee e quali il curatore? Per quali motivi il trust può rivelarsi la soluzione vincente per risolvere situazioni concordatarie complesse o per chiudere rapidamente procedure? Il curatore che si trovi davanti un trust fraudolento, quali soluzioni può adottare per recuperare all’attivo fallimentare i beni in trust in tempi rapidi e senza aggravi di costi? Il fallimento o il concordato che è costretto a rimanere in piedi per la pendenza di residuali situazioni può trovare nel trust una efficace soluzione? In quale modo infine possono essere agevolati esiti positivi di concordati o evitate azioni del curatore verso debitori del fallito qualora si adotti la strumento trust? Questi sono i temi che saranno trattati nel corso “Trust e procedure concorsuali”, tenuto dall’avv. Annapaola Tonelli, per fornire ai professionisti spunti di riflessioni su innovative soluzioni giuridiche, fornendo esempi concreti di impeghi di trust in procedure concordatarie e fallimentari che si sono rivelate scelte strategiche e estremamente competitivi rispetto alle soluzioni civilisticamente offerte.”

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PRESENTAZIONE RELATORE

Annapaola Tonelli, avvocato in Bologna, si occupa di diritto dei trust dal 1999 ed ha patrocinato alcune delle cause più importanti ai fini del riconoscimento del trust interno. È iscritta, sin dalla sua istituzione, nel Registro dei Professionisti Accreditati istituito dall’Associazione il Trust in Italia, riconosciuta dal Consiglio Nazionale Forense come associazione specialistica maggiormente rappresentativa. Da oltre 20 anni è docente ai master in diritto dei trust tenuti dal Consorzio Uniforma dell’Università di Genova. Collabora con ordini professionali, università e con la Scuola Superiore della Magistratura dove tiene relazioni in materia di trust. Dal 2019 è docente alla Bologna Business School dell’Università di Bologna. È Gestore della Crisi da Sovraindebitamento presso l’Ordine degli avvocati di Bologna. Ha fatto parte della I Commissione Affari Costituzionali, Camera dei Deputati, per il Progetto di Legge n. 1318-A sul Conflitto di Interessi, scrivendo gli articoli sul Blind Trust. È membro del Consiglio di Amministrazione di Istituzione Bologna Musei, per il quale ha costituito nel 2019 il Trust Per l’Arte Contemporanea. Ha molteplici pubblicazioni e collabora costantemente con la Rivista Trust e Attività Fiduciarie.

Domande Frequenti

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